Autoproduzione 13/01/2023
Musica dei K’in 232: Batteria Luca Bresciani; Basso Pino La Rocca; Chitarra solistica e di accompagnamento Marco del Sarto; voce e chitarre di accompagnamento Massimo Parducci; testo Massimo Parducci. Autoproduzione in Santo Stefano di Magra (SP) : mix e master a cura di Luca Bresciani.
Descrizione del brano.
“Madre” è uno dei brani più profondi e simbolici dei K’in 232: un pezzo che non racconta la guerra, ma la ferita che la guerra lascia dentro l’essere umano. Il testo, volutamente ermetico, si muove come una visione: immagini rapide, taglienti, quasi cinematografiche, sostenute da una musica che sembra la colonna sonora di un film che ogni ascoltatore può immaginare a modo suo.
Il cuore del brano è la figura del soldato. Un uomo che ha accettato l’odore acre della guerra, quell’odore che impregna la pelle e la coscienza. Un uomo che ha creduto alle bandiere, ai valori discutibili che spesso mascherano interessi e violenze. Ma quando arriva il momento della verità, quando il campo di battaglia si mostra per ciò che è davvero, il soldato capisce di aver sbagliato.
E allora invoca la Madre. Non solo la madre biologica, ma la Madre come simbolo del perdono, dell’origine, dell’innocenza perduta. Parla a lei perché sa di aver ucciso il bambino che è stato, e perché sa che nessun addestramento può preparare alla vista del sangue degli innocenti.
La pioggia che cade nel brano non è acqua: è sangue, sono lacrime, è la colpa che scende sulla sua coscienza. Il soldato beve per dimenticare, come fanno molti soldati reali: l’alcol come anestetico, come fuga effimera, come tentativo disperato di non sentire il peso delle proprie azioni.
La guerra, però, non concede tregua. E il brano si chiude con la morte del soldato: un arresto cardiaco, simbolo di un cuore che non regge più il peso del male a cui ha partecipato. Non c’è eroismo, non c’è gloria. C’è solo la verità nuda e cruda: la guerra distrugge tutto, soprattutto chi la combatte.
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Con MADRE in classifica: 147/300