“UCCIDI LA TUA STREGA”

Autoproduzione 06/01/2023

Il nuovo brano dei K’in 232 è un incontro di mondi sonori: rock melodico, stoner rock e pop rock si intrecciano in un’unica trama emotiva, creando un paesaggio musicale denso, viscerale, capace di sostenere un racconto interiore di grande intensità.

La canzone, scritta da Massimo Parducci, vede la partecipazione di:

  • Luca Bresciani alla batteria e agli arrangiamenti,
  • Marco Del Sarto alle chitarre,
  • Pino La Rocca al basso,
  • Massimo Parducci alla voce, alle chitarre e alla co‑direzione degli arrangiamenti.

Un ensemble che dà vita a un suono compatto, ruvido e allo stesso tempo emotivamente aperto.

Il cuore del brano è un viaggio psicologico. La strega non è una figura fiabesca, ma un simbolo: rappresenta il trauma originario, quello che nasce nel rapporto con i genitori , e in particolare con la Madre — e che continua a vivere dentro di noi anche quando crediamo di essercene liberati.

È la parte oscura che vorremmo eliminare, superare, dimenticare. È ciò che ci trattiene, che ci condiziona, che ci impedisce di sentirci davvero liberi.

Il brano racconta proprio questa tensione: il desiderio di emancipazione e la difficoltà di trovare un equilibrio tra ciò che siamo stati e ciò che vogliamo diventare.

La narrazione si apre con un’immagine tenera, quasi sacra: un bambino che la madre lava nella vasca. Un gesto semplice, quotidiano, che diventa simbolo di innocenza e amore primordiale.

Poi il tono cambia. Il protagonista si ritrova in un bosco, armato di una spada, pronto a combattere la strega. È un ricordo? Un sogno? Una metafora? Forse tutte e tre le cose insieme.

La corsa nel bosco è la corsa dentro sé stessi. La spada è la volontà di liberarsi. La strega è il trauma che non muore mai del tutto.

Il finale non offre una soluzione. Non c’è catarsi, non c’è vittoria definitiva. C’è la consapevolezza che i demoni interiori tornano, cambiano forma, si nascondono.

La frustrazione del protagonista è la frustrazione di tutti noi: la sensazione che, nonostante gli sforzi, la lotta interiore rimanga aperta, irrisolta, necessaria.

Eppure, dentro questa amarezza, c’è anche una scintilla di speranza: la volontà di continuare a cercare la propria libertà, anche quando il percorso è tortuoso.

Il brano è un viaggio di autoanalisi, una riflessione sulla ferita originaria e sulla difficoltà di liberarsi dai condizionamenti più profondi. Un racconto amaro, ma attraversato da una tensione verso la luce. Una canzone che unisce potenza sonora e profondità emotiva, capace di parlare a chiunque abbia affrontato o stia affrontando ,la propria strega interiore.

Ascolta il brano

immagini tratte dal Live del 01 luglio 2023: Palco Fabrizio de Andrè – Sarzana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.