C’era una volta un mondo semplice. Un mare che sapeva di mare, un fiore che non aveva bisogno di spiegarsi, un temporale che portava riposo invece di paura. Erano istanti in cui la natura parlava una lingua limpida, e noi avevamo ancora la capacità di ascoltarla.
Oggi quel temporale non è più un abbraccio d’acqua: è una bomba di veleno. Il risultato dell’ossessione umana per il potere, per il denaro, per la corsa cieca verso un progresso che divora tutto ciò che tocca. Anche ciò che dovrebbe salvarci.
Viviamo immersi in un rumore costante, in un mondo che corre senza guardare, dove ogni verità si scioglie come ghiaccio al sole. Il ghiaccio: simbolo di memoria, di tempo, di ciò che dovrebbe restare. Ora si liquefa in fretta, e con lui si scioglie la nostra capacità di distinguere il reale dalla messinscena.
Perché la mistificazione è diventata la regola. E mentre tutto si confonde, qualcuno ride. Chi ha inventato questa giostra? Il giostraio, dall’alto del suo castello dell’orrore, si diverte più di chi ci sale. Accanto a lui, il re dell’inganno applaude. È il teatro del potere: un gioco crudele in cui le masse girano in tondo senza accorgersi di essere parte dello spettacolo.
“C’era una volta” nasce da questa ferita. È un richiamo alla memoria, alla purezza perduta, alla necessità di non lasciarsi trascinare nel vortice delle false apparenze. È un invito a fermarsi, a guardare, a riconoscere ciò che stiamo perdendo.
Crediti
- Testo: Massimo Parducci
- Musica: K’in 232
- Batteria e mix/master: Luca Bresciani
- Basso: Pino La Rocca
- Chitarre: Marco Del Sarto
- Voce e chitarre: Massimo Parducci
- Autoproduzione: 10 luglio 2023 – Santo Stefano di Magra (SP)